Analisi dell'opera: "Vagliatrici di grano" (1854) - Gustave Courbet
L'opera rappresenta, al di sopra di un grande panno bianco che copre il terreno, due giovani vagliatrici (ossia coloro che setacciano il grano dopo la mietitura per separare i chicci), una intenta a lavorare e una, invece, che riposa appoggiata ad alcuni grandi sacchi ricolmi di semi. Più indietro invece troviamo un bambino che osserva l'interno di quello che potrebbe essere un essiccatoio. La scena è rappresentata in un interno, probabilmente un magazzino di una fattoria. L'opera rappresenta quindi il tema molto crudo del lavoro femminile e minorile, facendo quindi della realtà sociale della Francia di quegli anni il soggetto vero dell'opera.
I personaggi, che sembra siano ispirati a membri della famiglia dell'autore, non sono esaltati ma vengono semplicemente descritti, Va ricordato che Courbet è uno dei principali artisti del realismo, quella corrente artistica che rappresenta ciò che vede così per come gli si presenta davanti agli occhi. Il taglio è fotografico (teniamo in considerazione che in quegli anni la fotografia si sta sviluppando andando a influenzare anche la pittura). I colori sono caldi, opachi, spenti, quasi terrosi mentre la pennellata è rapida, stesa a tocchi. Non c'è disegno e le figure vengono delineate solamente dal colore.
Interessante segnalare come quest'opera, insieme ad altre dello stesso autore, venne esposta nel 1855 al Pavillon du réalisme dopo il rifiuto del Salon di Parigi di esporre i suoi lavori.

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