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Giotto: le opere della maturità

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Dopo la fortunata esperienza della chiesa superiore della Basilica di S. Francesco d’Assisi Giotto proseguì nella sua brillante carriera andando a lavorare a Padova dove realizzò un secondo ciclo di affreschi nella cappella degli Scrovegni. Datato tra il 1303 e il 1305 la cappella e il ciclo pittorico vennero commissionati da Enrico Scrovegni, uno dei banchieri più ricchi della città, che li fece realizzare sul terreno dove un tempo sorgeva l’antico anfiteatro. La cappella era in origine collegata al palazzo degli Scrovegni che, però, venne abbattuto nel 1827 restando così isolata.

La pittura gotica del XIII sec.: Cimabue

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Lo sviluppo della pittura durante la stagione gotica fu fortemente legata agli sviluppi architettonici. Pensiamo infatti a come lo sviluppo verticale e l’alleggerimento delle pareti diede sempre maggiore spazio alle vetrate con le loro raffinate decorazioni a discapito di forme decorative tipiche del romanico come mosaico e affresco (anche se in Italia continuarono ad avere una certa fortuna). La pittura su vetro raggiunse in questo periodo risultati mai visti fino a quel momento. Questo anche grazie allo sviluppo di una tecnica raffinata che consisteva nell’assemblare in un’armatura di piombo poi inserita in un telaio di ferro i vari pezzi di vetro intagliati e colorati (questo perché all’epoca non era possibile realizzare vetrate di grandi dimensioni).